mercoledì 7 novembre 2018

LA VERA ORIGINE DELLE RELIGIONI



LA VERA ORIGINE DELLE RELIGIONI



Il Sole e le stelle


A partire dal 10.000 a.c. la storia è piena di graffiti o scritture che rappresentano il rispetto e l’adorazione verso il Sole. Per gli antichi il Sole doveva sembrare la prova tangibile dell'esistenza di una divinità, anzi il Sole doveva sembrare una divinità stessa, posta in lontananza, che guardava gli uomini dall'alto, non poteva essere guardato direttamente ed era visibilmente qualcosa di superiore e potente. Ogni giorno il Sole sorge, porta luce e calore salvando l’uomo dal freddo, dall’oscurità e dai predatori notturni nel buio della notte, regalando cioè la vita. Tutto questo per millenni ha reso il Sole l’oggetto più adorato di tutti i tempi ma non certo l’unico. Le stelle sono state studiate attentamente per cercare di riconoscere ed anticipare eventi che si ripetevano nel corso di lunghi periodi di tempo come le eclissi e le lune piene. Le stelle sono state catalogate in gruppi, quelle che oggi conosciamo come Costellazioni.

La croce dello Zodiaco è una delle immagini più antiche dell’umanità, essa rappresenta il Sole come se metaforicamente attraversasse le 12 maggiori costellazioni nel corso di un anno. Rappresenta anche i 12 mesi dell’anno, le quattro stagioni, i solstizi e gli equinozi.
Le civiltà antiche non solo osservavano il Sole e le stelle, ma li personificavano elaborando mitologie circa i loro movimenti e legami : il Sole con il suo potere di dare la vita era personificato come colui che rappresenta il Creatore Invisibile, ovvero Dio, mentre le 12 costellazioni rappresentavano le tappe del suo viaggio, personificate con elementi della natura che si manifestano in quel periodo dell’anno. Per esempio, l’Acquario è personificato come l’uomo che versa l’acqua e sta a significare le piogge primaverili. 



Gli Dèi del Sole


Horus è il Dio Sole dell’Egitto, risalente all’anno 3000 avanti Cristo. È la divinità del sole antropomorfa più importante, e la sua vita è una serie di mitologie allegoriche del movimento del Sole nel cielo. Horus è nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita è stata accompagnata da una stella dell’est che i re seguirono per trovare il neonato salvatore e portagli dei doni. All'età di 12 anni era un prodico insegnante adolescente, all’età di trenta anni egli fu battezzato da Anup e da quel momento iniziò il suo ministero. Horus aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui mentre compiva miracoli come la guarigione dei malati e il camminare sulle acque. Ad Horus venivano attribuiti nomi simbolici come "La verità", "La luce", "Il figlio eletto di Dio", "Il buon pastore", "L'Agnello di Dio" e molti altri. Dopo essere stato tradito da Typhon, Horus venne crocifisso, sepolto per tre giorni, dopodiché è risorto.

Questa stessa struttura mitologica è stata ripresa da molte altre divinità successive.

Mitra della Persia, 1400 a.c., è nato da una Vergine il 25 dicembre in una grotta, veniva chiamato "Il Salvatore", "Il Redentore", "Il Messia", "la via e la verità", ed il altri modi. Egli aveva 12 discepoli e compiva miracoli, la sua religione comprendeva il rito dell'Eucarestia, della benedizione e del battesimo. Dopo la sua morte venne sepolto per 3 giorni dopodiché è risorto. Il giorno sacro per il culto di Mitra era la domenica detto anche "Giorno del Signore", e la sua resurrezione veniva celebrata ogni anno nel giorno di Pasqua.

Krishna dell'India, 1200 a.c., è nato da una vergine il 25 dicembre in una grotta con una stella dell’est che segnalava il suo arrivo, alla sua nascita ha ricevuto la visita di tre uomini saggi che gli hanno portato in dono delle spezie, è sopravvissuto ad un infanticidio da parte di un re, ha compiuto miracoli con i suoi discepoli e si è anche trasfigurato, fu crocifisso (alla sua morte il Sole si oscurò) e poi è risorto dopo tre giorni. Krishna ritornerà sulla terra per giudicare i morti.

Attis della Frigia, 200 a.c., è nato da una vergine il 25 Dicembre, veniva chiamato "La Verità", "La Luce" ed in molti altri modi, fu crocifisso, sepolto e poi risorto dopo tre giorni.

Dioniso/Bacco della Grecia, 200 a.c., è nato anche lui il 25 dicembre da una vergine, era un insegnante viaggiatore che compiva miracoli come trasformare l'acqua in vino, veniva chiamato "Re dei Re", "L'Unigenito di dio", "L'Alfa e l'Omega" ed in molti altri modi, fu crocifisso dopodiché è risorto.

Ovviamente, queste sono tutte le caratteristiche peculiari di Gesù Cristo.

Per farla breve, ci sono dozzine di salvatori nati il 25 dicembre, per lo più da una vergine, che hanno effettuato miracoli, sono morti su croci/alberi/oggetti fatti di legno, poi sono risorti, e presentano tra loro delle somiglianze impressionanti. La domanda sorge spontanea: perché queste caratteristiche? Perché la nascita da una vergine il 25 Dicembre? Perché la morte per 3 giorni e poi l'inevitabile resurrezione? Perché 12 discepoli al seguito? Per scoprirlo, esaminiamo i più recenti Messia legati al sole. 


Il perché delle caratteristiche comuni delle divinità solari


Gesù Cristo nacque dalla vergine Maria il 25 Dicembre a Betlemme, la sua nascita fu annunciata da una stella dell'Est che tre Re (i Magi) hanno seguito per trovare ed andare ad adorare il nuovo salvatore. Fu un insegnante all'età di 12 anni, mentre all'età di 30 venne battezzato da Giovanni detto appunto “il Battista” e da allora iniziò il suo ministero. Gesù ebbe 12 discepoli che viaggiavano con lui e compì miracoli come la guarigione dei malati, il camminare sulle acque, la resurrezione dei morti; fu anche conosciuto come “Re dei Re”, il “Figlio di Dio”, la “Luce del Mondo”, “l'Alfa e l'Omega”, “l'Agnello di Dio” e molti altri. Dopo essere stato tradito dal suo discepolo Giuda, venduto per 30 denari d'argento, fu crocifisso, sepolto in una tomba e dopo tre giorni risorse ed ascese al Cielo.

Innanzitutto, la sequenza della nascita ha un’origine del tutto astrologica: La “stella d’oriente” non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio – com’era già noto nei tempi antichi – si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione. Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”. La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè la divinità del Sole) nascerà. C’è un altro fenomeno molto interessante che si verifica nei giorni tra il solstizio d’inverno e il 25 dicembre: dal solstizio d’estate (Giugno) al solstizio d’inverno (21 dicembre) i giorni diventano sempre più corti e freddi e, dalla prospettiva del nostro emisfero, ovvero quello nord, il Sole appare muoversi verso sud e diventare più piccolo e debole, e quindi il Sole sembra quasi "morire". Il 22 dicembre la “morte” del Sole si realizza completamente quando cioè raggiunge il punto più basso nel cielo. La cosa particolare è questa: dal punto di vista visivo, il Sole smette di muoversi verso sud per 3 giorni.

Durante questo periodo, il Sole rimane in prossimità della Croce del Sud (la costellazione “Crux”), e dopo questo periodo di tre giorni, il Sole ricomincia a muoversi questa volta verso nord facendo presagire giorni più lunghi, più calore e primavera. Il Sole è morto sulla croce, morì per 3 giorni per poi risorgere e nascere di nuovo: da qui l'idea di crocifissione, morte per 3 giorni e resurrezione che è comune a tante divinità del Sole come Gesù. Tuttavia, gli antichi non celebravano la resurrezione del Sole sino all’equinozio di primavera, o Pasqua, e questo perché solo a partire dall’equinozio di primavera il Sole supera la forza maligna dell’oscurità e le ore di luce superano le ore di buio.

La vergine Maria non è altro che la costellazione Virgo (vergine, in latino), il geroglifico antico per Virgo era la M modificata, ecco il perché Maria, come i nomi di molte altre madri vergini, iniziano per M. Alla costellazione Virgo ci si riferisce anche come “Casa del Pane”, la rappresentazione di Virgo è una vergine che porta con sé un covone di grano ed il simbolo del grano rappresenta i mesi di Agosto e Settembre, il tempo cioè della mietitura. In effetti, anche Betlemme si traduce letteralmente come “Casa del Pane” (in ebraico: Beit Leḥem). Betlemme è quindi un riferimento alla costellazione Virgo, un posto che si trova in cielo, non sulla Terra!

Gli “Apostoli” sono dunque semplicemente le 12 costellazioni dello Zodiaco, assieme alle quali Gesù, in quanto Sole, viaggia. Non a caso il numero 12 ricorre continuamente in tutta la Bibbia.

Ritornando alla croce dello Zodiaco, la rappresentazione della “vita” del Sole non era soltanto una rappresentazione artistica o uno strumento per identificare i movimenti del Sole. Era anche un simbolo spirituale pagano, che veniva sinteticamente rappresentato in questo modo. Esso non è un simbolo della cristianità ma un simbolo della Croce dello Zodiaco per i Pagani. Questa è la ragione per cui Gesù, nell'arte sacra antica, veniva sempre mostrato con la sua testa di fronte alla Croce, in quanto Gesù è il Sole, il “Sole di Dio”, la “Luce del Mondo”, il “Salvatore Risorto”, che “ritornerà ancora” come ritorna ogni giorno, la “gloria di Dio” che ci difende contro le “forze dell'oscurità”, e lui è “rinato ancora”, come ogni giorno e può essere visto “arrivare dalle nuvole”, “lassù in cielo”, con la sua “corona di spine” ovvero i “raggi solari”. 



L'importanza delle Ere nella Bibbia



Tra le metafore astrologiche e astronomiche della Bibbia, una delle più importanti ha a che fare con le Ere. In tutte le scritture ci sono numerosi riferimenti alle “Ere”. Al fine di comprenderne la ragione, deve essere per noi familiare il fenomeno astronomico conosciuto come “precessione degli equinozi”. Gli antichi Egizi, assieme ad altre culture molto prima di loro, scopersero che approssimativamente ogni 2150 anni il sole sorge, nella mattina dell'equinozio di primavera, in corrispondenza di un differente segno dello Zodiaco. Ciò è dovuto ad una lenta rotazione angolare che la Terra mantiene mentre ruota attorno al suo asse. È chiamata "precessione" in quanto le costellazioni vanno all'indietro, anziché nel normale ordine dell'anno. Il periodo di tempo necessario affinché questa precessione attraversi tutti i 12 segni è approssimativamente 25.765 anni (l’anno cosiddetto “Platonico”). Tale ciclo di tempo è anche chiamato “il Grande Anno” e le antiche civiltà ne erano ben consapevoli. Si riferivano a ciascuno di questi periodi di 2.150 anni come ad un’ “Era”. Dall'anno 4.300 a.C. all'anno 2.150 a.C., vi fu l'Era di Taurus, il Toro; dal 2150 a.C. all' 1 d.C. fu l'Era di Aries, l'Ariete; dal 1 d.C. al 2150 d.C. abbiamo l'Era dei Pisces (Pesci), in cui ci troviamo attualmente. E, all'incirca nell'anno 2150, entreremo in una nuova Era: l'Era dell'Acquarius (Acquario).

In generale, la Bibbia si riferisce ad un movimento simbolico entro 3 Ere, presagendone una quarta. Nel Vecchio Testamento quando Mosè scende dal Monte Sinai con i 10 Comandamenti si infuria vedendo il suo popolo che venera un vitello d'oro. Infatti, lancia le sue tavole di pietra e ordina alla sua gente di uccidersi per potersi purificare. Molti studiosi della Bibbia attribuirebbero questa furia al fatto che gli Israeliti stavano venerando un falso idolo o qualcosa che lo rappresentava. La verità è che il vitello d'oro rappresenta Taurus, il Toro, mentre Mosè rappresenta la nuova Era di Aries, l'Ariete. Questa è la ragione per cui gli Ebrei ancora oggi, suonano il corno d'Ariete. Mosè rappresenta la nuova Era di Ariete, e con l'arrivo della nuova Era, tutti devono abbandonare quella vecchia. Anche altre divinità mettono in evidenza queste transizioni fra Ere: emblematico è l’esempio di Mitra, una divinità pre-Cristiana che uccide un Toro, con la stessa simbologia. 



Gesù, quindi, è la figura che introduce l'era che segue quella di Aries, l'era dei Pesci, o dei “Due Pesci”. Il pesce è un simbolismo molto comune nel Nuovo Testamento, essendo Gesù riconosciuto come il Grande Pescatore, ha sfamato 5000 persone con un pane e due pesci; e quand’egli iniziò il suo ministero, incamminandosi per la Galilea, fece amicizia con due pescatori, i quali lo seguirono. I simboli cristiani che fanno riferimento all'Era dei pesci sono molti ed importanti, ad esempio il copricapo del Papa è una testa di pesce che rappresenta l'Era dei Pesci, mentre l'antico simbolo cristiano del pesce è il simbolo astrologico pagano per il Regno del Sole durante l'Era dei Pesci, anche la presunta data di nascita di Gesù è essenzialmente la data di inizio di tale Era.

In Luca 22:10, quando i discepoli chiesero a Gesù dove si preparerà la Pasqua dopo la sua morte, Gesù replicò: “Vedrete, appena entrati in città, venirvi incontro un uomo che porta una brocca d'acqua... seguitelo nella casa dove entrerà.” Questa versetto è di gran lunga uno dei più significativi fra tutti i riferimenti astrologici. L'uomo che versa la brocca d'acqua è Acquario, l'uomo che porta l'acqua, che è sempre rappresentato come un uomo che versa acqua da una brocca. Egli rappresenta l'era che segue quella dei Pesci, e quando il Sole (il Dio Sole) lascerà l'era dei Pesci (Gesù), entrerà nella Casa di Acquario, dato che Acquario segue i Pesci nella Precessione degli Equinozi. Gesù sta solo dicendo che dopo l'Era dei Pesci, arriverà quella dell’ Acquario.

Ora, abbiamo tutti sentito parlare della fine dei tempi e della fine del mondo. A parte le rappresentazioni visionarie del Libro delle Rilevazioni (l’Apocalisse), questa idea proviene principalmente da Matteo 28:20, dove Gesù dice: “Io sarò con voi, fino alla fine del mondo.” Tuttavia, nella versione della Bibbia di Re Giacomo, la parola “mondo” è errata, assieme a molti altri errori di traduzione. La parola utilizzata, in realtà, è “Aion” (in greco antico: αἰών, dall'arcaico αἰϝών), o Eone, che possiamo rendere con “Era”. “Io sarò con voi, anche alla fine dell'Era.” E questo ha senso, in quanto la personificazione dell'Era dei Pesci in Gesù-Sole terminerà quando il Sole entrerà nell'Era dell'Acquario. L'intero concetto di fine dei tempi e di fine del mondo è dunque niente meno che un errore di interpretazione di un'allegoria astrologica!

I plagi dei personaggi e delle credenze bibliche


Il personaggio di Gesù, essendo un ibrido letterario ed astrologico, è più esplicitamente un plagio della figura del Dio sole egiziano Horus. Per esempio, graffiti di oltre 3500 anni fa delle mura del Tempio di Luxor in Egitto riportano immagini dell'Annunciazione, della nascita e dell'adorazione di Horus. Le immagini iniziano con Thoth che annuncia alla vergine Isis il concepimento di Horus, dopodiché il fantasma sacro Kneph ingravida la vergine, e abbiamo, quindi, il parto della vergine e l'adorazione. Questa è esattamente la storia del miracolo del concepimento di Gesù. In effetti, le similitudini letterarie tra la religione egiziana e cristiana sono assolutamente sbalorditive.

Ma il plagio nell’intera Bibbia è continuo. La storia di Noé e della sua arca è ripresa direttamente da tradizioni precedenti. Il concetto di “diluvio universale” o “grande alluvione” è onnipresente nel mondo antico, con oltre 200 differenti citazioni in differenti periodi ed epoche. Tuttavia, basta guardare non molto indietro, ad una fonte precristiana, la leggenda di Gilgamesh. Scritta nel 2600 a.C., questa storia parla di una Grande Alluvione ordinata da Dio, di un'arca con sopra animali portati in salvo e persino la liberazione e il ritorno di una colomba, che corrispondono del tutto alla storia biblica, assieme a molte altre similitudini.

E poi c'è il plagio della storia di Mosè. Della nascita di Mosè, è stato detto che venne messo in una cesta di giunchi e abbandonato alla corrente del fiume, in modo da evitare l'infanticidio. Venne poi salvato da una figlia di reali e da lei cresciuto come un principe. Questa è la stessa identica storia raccontata nel mito di Sargon di Akkad del 2250 a.C.: Sargon, si narra infatti, una volta nato fu messo in una cesta di giunchi in modo da evitare l'infanticidio e abbandonato lungo un fiume. Venne, a sua volta, salvato e cresciuto da Akki, una levatrice di una famiglia reale.

Inoltre, Mosè era conosciuto come il portatore delle leggi, colui che ha portato i dieci comandamenti, le Leggi di Mosè. Tuttavia, l'idea di una Legge inviata da un Dio ad un profeta su una montagna è anch'esso un tema ricorrente nel mondo antico. Mosè è solo un altro portatore delle leggi divine, assieme ad una lunga schiera di analoghe figure nella storia mitologica. Per esempio, in Babilonia a Nemo venne assegnato l'incarico di andare a ritirare le tavole delle leggi sulla montagna per poi darle al suo popolo. In India, Manu fu il grande portatore di leggi. A Creta, Minos ascese il monte Dicta, dove Zeus gli diede le sacre leggi. Mentre in Egitto c'era Mises, che portò le tavole di pietra sopra le quali c'erano le leggi scritte da Dio. Nemo, Manu, Minos, Mises, Mosè…

E per quel che riguarda i 10 Comandamenti, essi sono ripresi integralmente dalla formula magica n. 125 del Libro Egizio dei Morti. Quello che nel Libro dei Morti era "Io non ho rubato" divenne "Non rubare", "Io non ho ucciso" divenne "Non uccidere", "Io non ho detto bugie" divenne "Non dire falsa testimonianza" e così via. In effetti, la religione Egiziana sembra costituire la base fondamentale della teologia Giudaico-Cristiana. Battesimo, vita dopo la morte, giudizio finale, parto della vergine, morte e resurrezione, crocifissione, l'arca dell'alleanza, circoncisione, salvatori, la santa comunione, la grande alluvione, Pasqua, Natale, l'Ascesa al cielo, e molti altri, sono tutti concetti ascrivibili a credenze egizie, che risalgono a prima delle origini della Cristianità e dello stesso Giudaismo.

Giustino il Martire, uno dei primi difensori e storici cristiani, scrisse: “Quando noi affermiamo che Lui, Gesù Cristo, nostro Maestro, fu generato senza unione sessuale, fu crocifisso, morì, e poi risorse e ascese in Cielo, non proponiamo niente di differente da ciò che voi considerate appartenga a quelli che chiamate Figli di Giove.” In un altro testo, lo stesso autore affermava: “Egli era nato da una vergine, accettate questa come una caratteristica comune alle vostre credenze su Perseo”. È ovvio come Giustino e altri Paleocristiani sapessero quanto simili fossero la Cristianità e le religioni Pagane. Tuttavia, Giustino aveva una soluzione. Secondo lui, era stato il Diavolo. Il Diavolo fu così lungimirante da arrivare prima di Cristo, e creare queste caratteristiche nel mondo pagano.

La Bibbia non è nient'altro che un'opera letteraria ibrida astro-teologica, come pressoché tutte le precedenti mitologie religiose. In effetti, questa abitudine di trasferire le caratteristiche di un personaggio ad un nuovo personaggio, è presente anche all'interno della stessa Bibbia. Nel Vecchio Testamento, c'è la storia di Giuseppe. Giuseppe era un prototipo di Gesù. Giuseppe era stato generato con una nascita miracolosa, Gesù era stato generato con una nascita miracolosa. Giuseppe aveva 12 fratelli, Gesù aveva 12 discepoli. Giuseppe fu venduto per 20 monete d'argento, Gesù fu venduto per 30 monete d'argento. Il fratello Giuda propone di vendere Giuseppe, il discepolo Giuda propone di vendere Gesù. Giuseppe inizia la sua opera all'età di 30 anni, Gesù inizia la sua opera all'età di 30 anni. Il parallelo può continuare all'infinito.

Per di più, esiste forse una qualsiasi prova storica non biblica dell'esistenza di una persona vivente di nome Gesù, figlio di Giuseppe e di Maria, che ha viaggiato con 12 discepoli, che ha guarito persone e cose di questo tipo? Ci sono numerosi storici che hanno vissuto nell'area del Mediterraneo, sia durante sia subito dopo la presunta esistenza terrena di Gesù. Quanti di questi storici hanno documentato questa figura? Nemmeno uno. In effetti, questo non significa che i difensori del personaggio storico Gesù non abbiano sostenuto il contrario. Si fa riferimento tipicamente a quattro storici: Plinio il Giovane, Svetonio e Tacito sono i primi tre. Ciascuna delle loro iscrizioni consiste solamente in alcune frasi dove al massimo si fa riferimento a Christus o a Cristo, che di fatto non è un nome, ma un appellativo. Significa "Unto del Signore". La quarta fonte è Giuseppe Flavio ed è stato provato per secoli che questa fonte era un falso. Tristemente, è ancora collocata fra le verità.

Voi credete che un uomo risorto dopo la morte, asceso in Cielo e che davanti agli occhi di tutti compì numerosi miracoli, non sarebbe apparso nei documenti storici? Non è apparso, perché una volta soppesate le prove, ci sono probabilità molto elevate che la figura conosciuta come Gesù non sia neppure esistita.

Ecco cosa scrisse uno dei fondatori dell’illuminismo:



“La religione Cristiana è una parodia del culto del sole,hanno messo un uomo chiamato Cristo al posto del sole, e adorano quella figura come originariamente si adorava il sole”
Thomas Paine, 1737-1809 






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